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| Il
progetto “Tra Flamenco e Salento” nasce come tentativo di contatto
fra musica popolare Andalusa e musica popolare Salentina. La sua prima edizione
ha luogo nel Salento nella stagione estiva del 2001 e si sviluppa con una
serie di concerti che mettono in evidenza i frutti di una operosa ricerca
svolta dal chitarrista Checco Leo. Migliorato nella forma e ampliato nei
contenuti lo spettacolo viene proposto anche negli anni successivi e replicato
fino a ben cinque edizioni. La collaborazione con vari artisti, tra cui la bailaora Olga Lucas Morales ed il cantaor Gigi Cardigliano, resa necessaria dall’evoluzione dello show, ne arricchisce ulteriormente la forza comunicativa. Spinto dal successo sempre crescente il musicista si addentra ancor più nel vivo della ricerca, che non finisce di offrire nuovi punti di contatto tra i due mondi. In virtù della caratteristica principale che regola il lavoro del complesso, basata sull’espressione individuale e collettiva dei componenti, il gruppo prende il nome di “Jaleo”. Termine che sta anche a significare un forte momento di incontro tra le due culture: nelle esibizioni festose dell’Andalusia e del Salento ogni singolo individuo, pubblico compreso, partecipa attivamente all’esecuzione con parole di incitamento, versi, battito ritmico delle mani, esortazioni di vario genere. Il risultato finale costituito da un suggestivo sottofondo di singolari effetti sonori, detto appunto jaleo, conferisce all’esecuzione un atmosfera tipicamente popolare. |
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Nell’evoluzione
del programma, data anche da un approccio personale di tipo jazzistico,
il leader del gruppo (ideatore del progetto) decide di mettere in evidenza
le analogie tra i due generi musicali assemblandole insieme. Ecco che nascono
l’arrangiamento di stornelli salentini su una base di tanguillo, un
canto di corteggiamento tipico salentino in stile di sevillana, una Pizzica
aflamencada, suonata cioè con combinazioni ritmiche ed armoniche
tipiche del Flamenco. Il tutto è poi impreziosito dall’uso
cosciente e appropriato di strumenti caratteristici ( guitarra flamenco,
castanuelas, palmas), interventi coreografici ( baile flamenco) e soluzioni
vocali (cante flamenco). In tutto il percorso gioca un ruolo fondamentale l’indole interpretativa del chitarrista che si indirizza sempre verso alternative di tipo eclettico. Per cui il linguaggio espressivo, reso comprensibile dalla fusione di più stili, allarga i propri orizzonti riuscendo a toccare l’interesse di un pubblico quantomai eterogeneo. Lo spettacolo presenta anche momenti di ritorno allo stile originale di alcuni brani che meglio si addicono all’identificazione del genere di appartenenza (rumba, tientos, tangos, bulerias, per il Flamenco; serenata, pizzica, canto alla stisa per il Salento). Un ulteriore supporto di tipo esplicativo è dato dalla presentazione dei pezzi e funge da guida per la completa comprensione del messaggio artistico. |
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